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Tourniquet nel trauma civile: cosa emerge dalla letteratura scientifica

Una revisione della letteratura pubblicata sulla rivista Scenario ha analizzato l'utilizzo del tourniquet nel trattamento extraospedaliero delle emorragie traumatiche degli arti. Gli autori hanno esaminato 10 studi comprendenti migliaia di pazienti e numerose applicazioni del dispositivo. Nei lavori analizzati il tourniquet risultava generalmente efficace nel controllo delle emorragie gravi. Le applicazioni erano state effettuate da personale sanitario, forze dell'ordine e soccorritori non sanitari. Gli studi riportavano anche possibili complicanze, tra cui lesioni nervose, infezioni, trombosi e sindrome compartimentale. Le amputazioni osservate risultavano generalmente associate alla gravità del trauma piuttosto che direttamente al tourniquet. L'eterogeneità degli studi non consentiva tuttavia conclusioni quantitative definitive. La revisione sottolineava quindi la necessità di ulteriori ricerche.

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Pregestione infermieristica in Pronto Soccorso: soddisfazione e lavoro di squadra

Uno studio pubblicato nel 2019 sulla rivista L'Infermiere ha analizzato la soddisfazione professionale degli infermieri del Pronto Soccorso dell'ASL di Biella dopo l'introduzione di un modello di pregestione infermieristica. La ricerca, condotta nel 2018, ha coinvolto 30 infermieri. Ai partecipanti è stato chiesto di rappresentare attraverso una fotografia il proprio grado di soddisfazione o insoddisfazione professionale e successivamente di raccontarne il significato. Le immagini raccolte hanno rappresentato concetti come crescita, collaborazione, difficoltà, perseveranza e raggiungimento degli obiettivi. Dall'analisi emergeva una percezione generalmente positiva del percorso organizzativo. Particolare importanza veniva attribuita al senso di appartenenza al gruppo e alla condivisione del cambiamento. Lo studio offre una fotografia dell'esperienza professionale degli infermieri coinvolti nello specifico contesto analizzato.

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Aggressioni agli infermieri di Pronto Soccorso: cosa emerge dall’indagine nazionale

L'Indagine Nazionale 2016 sulla Violenza verso gli Infermieri di Pronto Soccorso ha approfondito il problema delle aggressioni nei servizi di emergenza italiani. Gli infermieri di Pronto Soccorso possono essere particolarmente esposti a episodi di violenza verbale e fisica a causa delle caratteristiche dell'ambiente in cui operano. Studi precedenti avevano già evidenziato una significativa diffusione del fenomeno. Un ulteriore problema è rappresentato dalla mancata segnalazione di numerose aggressioni, che rende difficile determinarne la reale frequenza. L'indagine nazionale fu sviluppata nell'ambito dell'Università degli Studi di Firenze in collaborazione con ANIARTI. Lo studio contribuì ad approfondire caratteristiche e dimensioni del fenomeno. Conoscere gli episodi di violenza è fondamentale per sviluppare strategie di prevenzione, formazione e sicurezza. I dati si riferiscono al contesto analizzato nel 2016 e non rappresentano necessariamente la situazione attuale.

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Leadership e comunicazione durante la RCP: il ruolo delle competenze non tecniche

Uno studio italiano pubblicato nel 2019 su Scenario ha analizzato la percezione degli infermieri sulle competenze non tecniche durante la rianimazione cardiopolmonare. La ricerca ha considerato 195 questionari compilati da professionisti dell'emergenza e dell'area critica. Circa il 40,8% del campione evidenziava criticità nella comunicazione e nella gestione dell'emergenza. Il 47,7% segnalava la mancata assegnazione preventiva dei ruoli nel team. Il 68,7% degli infermieri dichiarava invece di ritenersi in grado di sovrintendere alle manovre rianimatorie. Lo studio non rilevava differenze di genere nella percezione della leadership. Il 76% dichiarava inoltre di non aver utilizzato strumenti specifici per documentare l'assistenza durante l'arresto cardiaco. I risultati sottolineavano l'importanza di leadership, comunicazione, organizzazione e debriefing accanto alle competenze tecniche nella RCP.

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Procedure e competenze infermieristiche in ambito extraospedaliero: indagine descrittiva della realtà italiana

Uno studio pubblicato nel 2019 sulla rivista Scenario ha analizzato il ruolo degli infermieri nei servizi di emergenza territoriale italiani. L'indagine, condotta nel 2017, ha raccolto risposte da 71 delle 74 Centrali Operative considerate. Nel 94,3% dei servizi analizzati era presente personale infermieristico sui mezzi di soccorso. L'83,6% prevedeva competenze avanzate in almeno uno degli ambiti esaminati, tra cui analgesia, gestione delle vie aeree, insufficienza respiratoria e trattamento di specifiche emergenze. Lo studio evidenziava tuttavia importanti differenze tra i diversi sistemi territoriali. Ruolo e autonomia dell'infermiere potevano infatti variare considerevolmente tra una realtà e l'altra. Gli autori sottolineavano l'importanza di protocolli e procedure basati sulle evidenze scientifiche. I risultati rappresentano una fotografia del sistema nel periodo analizzato e non necessariamente l'organizzazione attuale dei servizi 118.

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COVID-19: Fase 2. Come riparte la sanità.

Durante la Fase 2 dell'emergenza COVID-19, nella primavera del 2020, la sanità italiana iniziò una graduale ripresa delle attività sospese durante il lockdown. Ospedali e strutture sanitarie dovettero mantenere percorsi separati per i pazienti con sospetta o confermata infezione da coronavirus. Nei Pronto Soccorso furono adottate procedure di pre-triage per ridurre il rischio di contagio. Parallelamente ripresero progressivamente visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici programmati. L'emergenza favorì anche una maggiore diffusione della telemedicina e dell'assistenza a distanza. Medici e odontoiatri modificarono l'organizzazione degli studi introducendo nuove misure di prevenzione. Particolare attenzione fu dedicata alla gestione degli appuntamenti e alla riduzione degli affollamenti. La sfida principale consisteva nel continuare a gestire il COVID-19 garantendo, allo stesso tempo, l'assistenza per tutte le altre patologie. La Fase 2 rappresentò quindi un'importante fase di riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale. Questo contenuto ricostruisce la situazione sanitaria italiana del 2020 e ha valore storico-documentale.

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