COVID-19, diabete e malattie cardiovascolari: cosa emergeva dai primi dati del 2020
Nei primi mesi della pandemia di COVID-19, i ricercatori cercarono di individuare le persone maggiormente esposte al rischio di sviluppare forme severe della malattia. I primi grandi studi condotti in Cina indicarono un'associazione tra maggiore gravità, età avanzata e presenza di patologie preesistenti. Tra queste figuravano diabete, malattie cardiovascolari, patologie respiratorie croniche, ipertensione e tumori. Gli esperti sottolineavano tuttavia che il rischio non poteva essere attribuito a una singola condizione. Età, controllo della glicemia e presenza contemporanea di altre patologie potevano influenzare significativamente la prognosi. Queste prime osservazioni contribuirono a identificare rapidamente i pazienti più vulnerabili. Le conoscenze sul COVID-19 si sono però evolute considerevolmente negli anni successivi. L'articolo ricostruisce quindi le evidenze disponibili nel 2020 e ha valore storico-divulgativo.
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