L'organizzazione dell'emergenza sanitaria territoriale italiana presenta importanti differenze tra le diverse aree del Paese. Questa eterogeneità riguarda anche il ruolo e le competenze attribuite agli infermieri che operano sui mezzi di soccorso.
Un'indagine multicentrica condotta nel 2017 e successivamente pubblicata sulla rivista Scenario ha analizzato proprio questo aspetto, cercando di descrivere la presenza degli infermieri nei servizi di emergenza territoriale e le competenze avanzate previste nei diversi sistemi 118 italiani.
Lo studio è stato realizzato da Federica Maroni, Selene Mazzolani, Silvia Sasso e Guglielmo Imbrìaco.
I ricercatori hanno coinvolto i coordinatori dei servizi di emergenza territoriale attraverso un questionario dedicato.
L'obiettivo era verificare non soltanto la presenza di personale infermieristico sui mezzi di soccorso, ma anche quali attività potessero essere svolte sulla base di procedure, protocolli, istruzioni operative e algoritmi autorizzati.
L'indagine ha ottenuto risposte da 71 delle 74 Centrali Operative considerate, raggiungendo quindi una copertura molto elevata del territorio nazionale.
Dai risultati emergeva che il personale infermieristico era presente sui mezzi di soccorso nella grande maggioranza dei servizi analizzati.
In particolare, 67 servizi su 71, pari al 94,3% del campione, dichiaravano la presenza di infermieri nell'attività di emergenza extraospedaliera.
La presenza dell'infermiere, tuttavia, non corrispondeva necessariamente allo stesso livello di autonomia e competenze in tutto il Paese.
Lo studio analizzava diversi ambiti assistenziali, tra cui:
trattamento del dolore;
gestione delle vie aeree durante l'arresto cardiaco;
gestione dell'insufficienza respiratoria;
trattamento in emergenza di specifiche condizioni cliniche.
Secondo i dati raccolti, l'83,6% dei servizi con personale infermieristico prevedeva competenze avanzate in almeno uno degli ambiti esaminati.
Soltanto una parte dei servizi, però, consentiva agli infermieri di operare con competenze avanzate in tutti gli ambiti considerati.
Uno degli elementi più significativi emersi dalla ricerca era quindi la forte eterogeneità organizzativa.
Ruolo, autonomia e possibilità operative dell'infermiere potevano cambiare considerevolmente da un servizio di emergenza territoriale all'altro.
Gli autori sottolineavano l'importanza di procedure e protocolli basati sulle evidenze scientifiche per favorire interventi tempestivi, efficaci e sicuri e per rendere più uniforme la gestione delle emergenze.
Questa ricerca offre una fotografia dell'organizzazione dei servizi di emergenza territoriale italiani nel periodo in cui è stata condotta e documenta l'evoluzione del ruolo infermieristico nell'ambito extraospedaliero.
I risultati devono naturalmente essere interpretati nel loro contesto temporale: organizzazione, protocolli e competenze dei servizi territoriali possono essere cambiati negli anni successivi.
Fonte dello studio: Maroni F., Mazzolani S., Sasso S., Imbrìaco G., Procedure e competenze infermieristiche in ambito extraospedaliero: indagine descrittiva della realtà italiana, Scenario, Vol. 36, n. 3, 2019.
Nota: questo articolo presenta e sintetizza uno studio pubblicato nel 2019. Non descrive necessariamente l'attuale organizzazione o i protocolli dei servizi di emergenza territoriale italiani.