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La prevenzione è la più efficace cura contro l’annegamento, per essere alla portata di tutti occorre diffondere quali siano le reali cause che lo comportano.
Congestione intestinale e poi cerebrale da arenile, idrocuzione con shutdown del tronco encefalico di chi l’ha inventata, shock termico come quello che avviene nei riscaldamenti a pavimento, correnti vorticose come quelle del vostro lavandino, piovre giganti come quelle del mercato del pesce di Milano e megalodonti di Baratti, hanno più o meno la stessa veridicità scientifica, salvo che su Google e Facebook.
Come tutte le estati infatti, girano a grandi condivisioni articoli poco scientifici per lettori estremamente fiduciosi, creduloni, arrendevoli senza riserve alla scienza, ma gioiosi dell’allarmismo, che si esaltano nell’aver trovato cause demenziali di annegamento.
Si capisce bene che sono demenziali quando gli si chiede la fonte scientifica di riferimento, a questa domanda spariscono tutti, o al limite ci rassicurano che sottoporranno la domanda al Professor Grazie Arcazzo che appena potrà ci farà sapere. Ma il danno ormai è fatto, il post supera le 20.000 condivisioni per cui, la maggioranza, o meglio l’ignoranza, vince.
Chiunque trovi valida letteratura che mi smentisce è pregato di farmela avere, in modo che la possa condividere con i colleghi al prossimo convegno mondiale sull’annegamento.
Termino con la stessa frase con cui ho iniziato: la prevenzione è realmente la più efficace cura contro l’annegamento, ed è alla portata di tutti, basta conoscere quali siano le reali cause dell’annegamento.