Una persona cade improvvisamente a terra e non risponde. È semplicemente svenuta o potrebbe essere in arresto cardiaco?
Per chi assiste alla scena, la priorità non è capire quale sia la diagnosi. La cosa più importante è verificare rapidamente se la persona risponde e se respira normalmente.
Una persona che non risponde e non respira normalmente deve essere considerata in possibile arresto cardiaco: occorre attivare immediatamente il sistema di emergenza, iniziare la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e utilizzare un defibrillatore automatico esterno (DAE) appena disponibile, seguendone le istruzioni.
“Svenimento” e sincope: sono la stessa cosa?
Nel linguaggio comune utilizziamo la parola “svenimento” per descrivere una breve perdita di coscienza, spesso accompagnata da una caduta o da un improvviso accasciamento.
In medicina si utilizza invece il termine sincope per indicare una perdita transitoria di coscienza dovuta a una temporanea riduzione del flusso sanguigno al cervello, caratterizzata generalmente da insorgenza rapida, breve durata e recupero spontaneo.
Una sincope può essere preceduta da sintomi come debolezza, nausea, sudorazione, pallore, sensazione di calore, vista offuscata o capogiro. In altri casi la perdita di coscienza può essere improvvisa.
Questi elementi, però, non permettono a una persona senza formazione sanitaria di stabilire con certezza la causa della perdita di coscienza.
Per questo il primo soccorso non consiste nel cercare di distinguere una sincope “benigna” da un problema più grave. La priorità è riconoscere rapidamente una possibile emergenza.
Il problema non è fare una diagnosi, ma riconoscere l'emergenza
Una persona apparentemente svenuta può riprendere conoscenza spontaneamente. In altri casi, invece, una persona che improvvisamente perde coscienza può trovarsi in arresto cardiaco.
Il soccorritore laico non deve cercare di formulare una diagnosi e non deve perdere tempo cercando il polso.
Per il cittadino, il riconoscimento di un possibile arresto cardiaco si basa soprattutto su due elementi:
• la persona risponde?
• la persona respira normalmente?
Le Linee Guida AHA 2025 indicano che una persona adulta non responsiva, con respirazione assente o anomala — per esempio gasping — deve essere considerata dal soccorritore laico in arresto cardiaco (COR 1, LOE C-LD).
Cosa fare se una persona cade a terra e non risponde
Il percorso essenziale è semplice.
Controlla innanzitutto che la scena sia sicura.
Verifica se la persona risponde, chiamandola ad alta voce e stimolandola con delicatezza.
Se non risponde, attiva immediatamente il sistema di emergenza attraverso il 112 o il 118, secondo il sistema attivo nel territorio, e segui le indicazioni dell'operatore.
Valuta se la persona respira normalmente.
Se non risponde e la respirazione è assente o anomala, considera possibile un arresto cardiaco e inizia la RCP seguendo le indicazioni ricevute.
Non è necessario stabilire perché la persona abbia perso coscienza prima di chiedere aiuto.
Respira normalmente?
Questa è una delle valutazioni più importanti, ma anche una delle situazioni che possono creare maggiore confusione.
Una persona in arresto cardiaco, infatti, può presentare movimenti respiratori anomali che vengono erroneamente interpretati come segno che stia ancora respirando normalmente.
Per il soccorritore laico non è necessario classificare il tipo di respirazione.
Il concetto essenziale è più semplice: una persona che non risponde e presenta una respirazione assente o chiaramente anomala deve essere considerata in possibile arresto cardiaco.
In caso di dubbio, attiva il sistema di emergenza e segui le indicazioni dell'operatore.
Gasping: quando sembra che una persona respiri, ma non è una respirazione normale
Il gasping, chiamato anche respiro agonico o boccheggiamento, è una respirazione anomala che può comparire durante un arresto cardiaco.
Può presentarsi con respiri occasionali, irregolari, rumorosi o boccheggianti e può essere erroneamente interpretato come una respirazione efficace.
Il punto fondamentale è questo: il gasping non è una respirazione normale.
In una persona che non risponde, la presenza di gasping non deve quindi rassicurare né ritardare la chiamata ai soccorsi e l'inizio della RCP quando indicata.
Non bisogna aspettare che qualsiasi movimento respiratorio scompaia completamente prima di chiedere aiuto.
Quando sospettare un arresto cardiaco
Per il soccorritore laico, i due elementi fondamentali sono:
• assenza di risposta;
• assenza di respirazione normale.
Non è necessario capire se la causa sia cardiaca, neurologica o di altra natura.
Se la persona non risponde e non respira normalmente, bisogna attivare immediatamente il sistema di emergenza, iniziare la RCP e utilizzare un DAE appena disponibile.
Cosa deve fare il soccorritore laico
Dopo aver attivato i soccorsi, se la persona non risponde e non respira normalmente bisogna iniziare le compressioni toraciche.
L'operatore della centrale di emergenza può fornire indicazioni telefoniche anche a chi non ha mai frequentato un corso di RCP.
Se il soccorritore è formato e in grado di eseguirla, può effettuare la RCP con compressioni e ventilazioni. Chi non è formato o non è in grado di effettuare le ventilazioni deve comunque iniziare le compressioni toraciche seguendo le indicazioni dell'operatore.
Non bisogna ritardare l'intervento nel tentativo di formulare una diagnosi o cercare informazioni non necessarie.
Perché utilizzare il DAE anche se non si è sanitari
Il defibrillatore automatico esterno è progettato per poter essere utilizzato anche da persone non sanitarie.
Una volta applicate le piastre, il dispositivo analizza il ritmo cardiaco e fornisce le indicazioni necessarie.
Il soccorritore non deve riconoscere autonomamente il ritmo cardiaco né decidere sulla base di una propria impressione se sia necessaria una scarica.
Bisogna accendere il DAE, applicare le piastre come indicato e seguire attentamente i messaggi vocali o visivi del dispositivo.
Durante l'analisi e l'eventuale scarica nessuno deve toccare la persona.
La paura di “dare una scarica per errore” non dovrebbe quindi impedire l'utilizzo del DAE: è il dispositivo ad analizzare il ritmo e a indicare quando la defibrillazione è prevista, mentre il soccorritore deve seguire le istruzioni e rispettare gli avvisi di sicurezza.
E se la persona è incosciente ma respira normalmente?
La situazione è diversa.
Se la persona non risponde ma respira normalmente, non bisogna iniziare la RCP, salvo che successivamente la respirazione diventi assente o anomala.
In una persona con ridotto livello di coscienza di causa non traumatica, che respira normalmente e non necessita di RCP, può essere utilizzata la posizione laterale di sicurezza.
È però fondamentale continuare a controllare la respirazione e lo stato della persona fino all'arrivo dei soccorsi.
La posizione laterale di sicurezza non significa che l'emergenza sia terminata.
Se la respirazione diventa assente o anomala, la situazione deve essere rivalutata immediatamente e deve essere iniziata la RCP quando indicata.
In presenza di un trauma importante, invece, è opportuno evitare spostamenti non necessari e seguire le indicazioni dell'operatore della centrale di emergenza.
Se la persona riprende conoscenza, è tutto risolto?
Non necessariamente.
Il recupero della coscienza non permette da solo di stabilire la causa dell'episodio.
Una valutazione sanitaria è particolarmente importante se la persona non torna completamente lucida, presenta dolore toracico, palpitazioni o difficoltà respiratoria, se la perdita di coscienza è avvenuta durante uno sforzo, ha provocato un trauma significativo oppure se episodi simili si ripetono.
Questi elementi non servono al cittadino per formulare una diagnosi, ma ricordano che non tutte le perdite di coscienza devono essere considerate un semplice svenimento.
Se non si è sicuri della situazione, è opportuno chiedere assistenza sanitaria e seguire le indicazioni ricevute.
Perché imparare RCP e DAE
In un'emergenza reale, sapere cosa osservare e cosa fare può rendere molto più semplice affrontare una situazione che altrimenti può apparire confusa.
La formazione pratica permette di imparare a riconoscere una persona non responsiva, comprendere che il gasping non rappresenta una respirazione normale, iniziare correttamente la RCP e utilizzare un DAE.
Un corso non trasforma il cittadino in un sanitario e non gli insegna a formulare diagnosi.
L'obiettivo è imparare poche azioni essenziali da mettere in pratica nei primi minuti: riconoscere l'emergenza, attivare i soccorsi, iniziare la RCP quando indicato e utilizzare il DAE seguendone le istruzioni.
In questo ambito si inseriscono i corsi BLSD e Heartsaver CPR AED di inFormaz, dedicati anche alla formazione di persone non sanitarie sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare e sull'utilizzo del defibrillatore.
Conclusioni
Uno svenimento può essere dovuto a una sincope con recupero spontaneo, ma una perdita di coscienza non deve essere automaticamente considerata innocua.
Per il soccorritore laico, la distinzione più importante non è stabilire quale sia la causa della perdita di coscienza. È verificare se la persona risponde e se respira normalmente.
Una persona che non risponde e presenta respirazione assente o anomala deve essere considerata in possibile arresto cardiaco.
In questa situazione bisogna attivare immediatamente il sistema di emergenza attraverso il 112 o il 118, secondo il sistema attivo nel territorio, iniziare la RCP e utilizzare il DAE appena disponibile.
E soprattutto bisogna ricordare un segnale che può facilmente trarre in inganno: il gasping non è una respirazione normale.
Questo contenuto ha finalità informative e formative e non sostituisce un corso pratico di primo soccorso e RCP né le indicazioni fornite dagli operatori del sistema di emergenza.