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Ipossiemia silenziosa e COVID-19: cosa abbiamo imparato dalla pandemia

Durante la pandemia di COVID-19 alcuni pazienti presentarono livelli di ossigenazione molto bassi senza una sensazione di difficoltà respiratoria proporzionata. Il fenomeno divenne conosciuto come “happy hypoxia”, ma il termine più appropriato è ipossiemia silenziosa. Le ricerche successive hanno mostrato che non si tratta necessariamente di un fenomeno esclusivo del COVID-19. Ossigenazione del sangue e percezione della dispnea sono infatti fenomeni differenti e non sempre procedono parallelamente. La risposta all'ipossiemia può essere influenzata dalla ventilazione, dall'anidride carbonica, dall'età e da differenze individuali. Durante la pandemia furono formulate anche altre ipotesi, alcune delle quali non sono state definitivamente dimostrate. L'esperienza del COVID-19 ha contribuito a migliorare la comprensione e la divulgazione di questo interessante fenomeno fisiologico.

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Quarantena e benessere psicologico: cosa abbiamo imparato dalla pandemia

Durante la pandemia di COVID-19 numerosi studi hanno analizzato le possibili conseguenze psicologiche della quarantena e dell'isolamento. In alcuni gruppi sono stati osservati maggiore stress, ansia, irritabilità, difficoltà del sonno e sentimenti di solitudine. L'esperienza individuale poteva però variare notevolmente in base alla durata dell'isolamento, alle condizioni familiari ed economiche e al supporto sociale disponibile. Anche paura della malattia e incertezza contribuirono al carico emotivo vissuto durante la pandemia. Una comunicazione chiara e la possibilità di mantenere relazioni sociali a distanza potevano aiutare a ridurre alcune difficoltà. Gli studi non dimostrano tuttavia che la quarantena sia stata l'unica causa degli effetti osservati. Queste ricerche possono contribuire alla pianificazione di future emergenze sanitarie.

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Emergenza territoriale e COVID-19: come cambiò il soccorso durante la pandemia

La pandemia di COVID-19 modificò profondamente l'organizzazione dell'emergenza sanitaria territoriale. Durante il 2020 i sistemi di soccorso dovettero assistere i pazienti con sospetta infezione da SARS-CoV-2 proteggendo contemporaneamente operatori e altri pazienti. La valutazione iniziava spesso già durante la chiamata alla Centrale Operativa. Particolare attenzione veniva dedicata ai dispositivi di protezione, alla valutazione clinica, all'organizzazione del trasporto e ai percorsi ospedalieri. Dopo gli interventi erano inoltre previste specifiche procedure di pulizia e disinfezione dei mezzi e delle attrezzature. Le raccomandazioni elaborate durante quella fase rappresentano oggi una testimonianza dell'organizzazione dell'emergenza durante la pandemia. Non devono però essere interpretate come protocolli operativi aggiornati.

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Consigli

Lo scarico del WC genera aerosol? Cosa sappiamo dopo gli studi sul COVID-19

Lo scarico del WC può generare aerosol e disperdere minuscole particelle nell'ambiente circostante. Durante la pandemia di COVID-19 il fenomeno attirò particolare attenzione dopo il rilevamento di materiale virale nelle feci di alcune persone infette. Uno studio del 2020 utilizzò simulazioni fluidodinamiche per mostrare come le particelle potessero essere trasportate sopra la seduta della toilette. Studi sperimentali successivi hanno confermato direttamente la formazione di plume di aerosol durante lo scarico, osservando particelle raggiungere altezze considerevoli in pochi secondi. La presenza di aerosol, tuttavia, non dimostra automaticamente la trasmissione di una specifica malattia. Il rischio dipende dalla presenza e vitalità dell'agente patogeno e dalle condizioni ambientali. Gli studi rimangono importanti per comprendere meglio la diffusione dei bioaerosol nei servizi igienici.

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Compressioni toraciche e Hands-Only CPR: dalle Linee Guida 2015 alle AHA 2025

“Le compressioni toraciche rappresentano un elemento fondamentale della rianimazione cardiopolmonare. La Hands-Only CPR permette anche a una persona non addestrata alle ventilazioni di intervenire in caso di arresto cardiaco improvviso nell’adulto o adolescente. Le Linee Guida AHA 2025 continuano a sottolineare l’importanza del riconoscimento precoce, della RCP di qualità e dell’utilizzo tempestivo del DAE. L’articolo conserva il contesto storico delle precedenti Linee Guida AHA 2010/2015 e rimanda all’approfondimento aggiornato sulle raccomandazioni 2025.”

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Aziende

Profondità delle compressioni toraciche nella RCP: dalle Linee Guida 2015 alle AHA 2025

La profondità delle compressioni toraciche rappresenta un elemento fondamentale della RCP di qualità. Le Linee Guida AHA 2015 indicavano nell'adulto compressioni profonde almeno 5 cm, evitando profondità eccessive superiori a circa 6 cm. Le Linee Guida AHA 2025 continuano a considerare fondamentale una corretta profondità delle compressioni insieme alla frequenza, alla completa riespansione del torace e alla riduzione delle interruzioni. Questo articolo conserva il contesto storico delle precedenti raccomandazioni e rimanda all'approfondimento dedicato alle Linee Guida AHA 2025.

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