Consigli

POCUS ed ecografia clinica: cos'è, a cosa serve e perché è sempre più importante nella pratica medica

La Point-of-Care Ultrasound (POCUS) integra l'ecografia direttamente nella valutazione clinica del paziente, permettendo al medico formato di rispondere a quesiti focalizzati al letto del paziente. Le applicazioni comprendono valutazioni toraco-polmonari, cardiache, vascolari e addominali, oltre a utilizzi in specifici contesti di emergenza. La POCUS non sostituisce automaticamente un esame ecografico completo né gli altri strumenti diagnostici, ma può integrare anamnesi, esame obiettivo e dati clinici. La metodica è fortemente dipendente dall'operatore e richiede formazione teorica, addestramento pratico e conoscenza dei propri limiti. Documenti scientifici e raccomandazioni internazionali sottolineano l'importanza di percorsi formativi strutturati. A Padova, il 19 e 20 ottobre 2026, inFormaz propone il corso teorico-pratico USLS-B dedicato alle basi dell'ecografia clinica e della POCUS.

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Aziende

Dal bocca-a-bocca al DAE: come si è evoluto il Basic Life Support

Il Basic Life Support moderno è il risultato di oltre mezzo secolo di ricerca e innovazione. Negli anni Cinquanta gli studi sulla respirazione bocca-a-bocca contribuirono allo sviluppo della ventilazione artificiale moderna. All'inizio degli anni Sessanta l'integrazione con le compressioni toraciche diede origine alla RCP. Nei decenni successivi la formazione si diffuse progressivamente tra professionisti e cittadini. Lo sviluppo dei DAE rese inoltre la defibrillazione precoce sempre più accessibile fuori dall'ospedale. Le linee guida hanno progressivamente posto maggiore attenzione sulla qualità delle compressioni e sulla riduzione delle interruzioni. Anche la Hands-Only CPR ha semplificato l'intervento dei cittadini in determinate situazioni. Oggi manichini con feedback e strumenti digitali affiancano la formazione tradizionale. Le Linee Guida AHA 2025 rappresentano un'ulteriore tappa di questa continua evoluzione.

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Consigli

DAE pubblici: perché trovarli rapidamente può essere più difficile del previsto

La presenza di un Defibrillatore Automatico Esterno nelle vicinanze di un arresto cardiaco non garantisce che il dispositivo possa essere recuperato rapidamente. Studi di simulazione hanno mostrato che molte persone incontrano difficoltà nell'individuare un DAE pubblico, anche in ambienti nei quali sono presenti numerosi dispositivi. Edifici chiusi, scarsa segnaletica, posizione poco visibile e mancanza di informazioni possono aumentare i tempi di recupero. Fornire indicazioni precise sulla posizione del DAE può invece ridurre significativamente il tempo necessario per raggiungerlo. Registri aggiornati, geolocalizzazione, buona segnaletica e accessibilità rappresentano quindi elementi importanti insieme alla diffusione dei defibrillatori. Non basta installare un DAE: è fondamentale fare in modo che possa essere trovato rapidamente quando serve.

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Consigli

Rianimazione durante il COVID-19: come la pandemia modificò temporaneamente l'ACLS

Durante la pandemia di COVID-19 anche la gestione dell'arresto cardiaco dovette essere adattata per ridurre il rischio di contagio degli operatori sanitari. Particolare attenzione venne dedicata ai dispositivi di protezione individuale, alla gestione delle vie aeree e all'organizzazione del team. In diversi contesti si cercò inoltre di limitare il numero di professionisti esposti durante la rianimazione. Leadership, comunicazione e attribuzione preventiva dei ruoli assunsero quindi ulteriore importanza. Queste modifiche nacquero però nella situazione eccezionale della pandemia e non devono essere considerate automaticamente valide nella pratica attuale. L'esperienza del COVID-19 rimane utile per comprendere come i sistemi di emergenza possano adattarsi rapidamente a nuovi rischi infettivi.

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Consigli

Defibrillazione durante la RCP: uno studio sulla riduzione delle interruzioni delle compressioni

Uno studio di simulazione pubblicato nel 2012 analizzò una possibile strategia per ridurre le interruzioni delle compressioni toraciche durante la rianimazione cardiopolmonare. I ricercatori confrontarono le procedure delle Linee Guida ERC 2005 e 2010 con una sequenza alternativa relativa alla preparazione del defibrillatore e all'analisi del ritmo. Negli scenari simulati, la strategia alternativa riduceva il cosiddetto hands-off time, in particolare nelle situazioni nelle quali era prevista la defibrillazione. Lo studio coinvolse tuttavia un numero limitato di partecipanti e non fu condotto su pazienti reali. I risultati non dimostravano quindi direttamente un miglioramento della sopravvivenza. La ricerca rimane interessante per il principio generale di ridurre le interruzioni delle compressioni durante la RCP, ma non deve essere interpretata come un protocollo operativo attuale.

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