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Frequenza delle compressioni toraciche nella RCP: dalle Linee Guida 2015 alle AHA 2025

La frequenza delle compressioni toraciche è uno degli elementi fondamentali di una RCP di qualità. Le Linee Guida AHA 2015 indicavano nell'adulto una frequenza compresa tra 100 e 120 compressioni al minuto. Le Linee Guida AHA 2025 confermano questo intervallo, sottolineando contemporaneamente l'importanza della qualità complessiva della rianimazione. Profondità adeguata, completa riespansione del torace e riduzione delle interruzioni devono accompagnare una corretta frequenza delle compressioni. Questo articolo conserva il contesto storico delle precedenti raccomandazioni e rimanda all'approfondimento dedicato alle Linee Guida AHA 2025.

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RCP nell’adulto: cosa prevedono le Linee Guida AHA 2025

Le Linee Guida AHA 2025 aggiornano le raccomandazioni sulla rianimazione cardiopolmonare e sull'assistenza cardiovascolare d'emergenza. Nel BLS dell'adulto rimangono fondamentali il rapido riconoscimento dell'arresto cardiaco, l'attivazione dei soccorsi, una RCP di alta qualità e l'utilizzo precoce del DAE. Le compressioni toraciche devono mantenere frequenza e profondità adeguate, consentendo la completa riespansione del torace e limitando le interruzioni. Per i soccorritori addestrati rimane importante l'integrazione tra compressioni e ventilazioni. La defibrillazione precoce continua a rappresentare un elemento fondamentale della Catena della Sopravvivenza. Nel 2025 l'AHA ha inoltre introdotto una Catena della Sopravvivenza unificata. Formazione e aggiornamento rimangono essenziali per trasformare le raccomandazioni scientifiche in un intervento efficace.

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COVID-19 e automobile: le precauzioni adottate durante la pandemia

Durante le prime fasi della pandemia di COVID-19 furono diffuse diverse raccomandazioni relative anche all'utilizzo dell'automobile. Nel marzo 2020 particolare attenzione veniva dedicata alla pulizia delle superfici toccate frequentemente, come volante, cambio, maniglie e cruscotto. Le precauzioni erano considerate particolarmente importanti per taxi, auto a noleggio e servizi di car sharing, utilizzati da persone diverse. Anche l'igiene delle mani rappresentava una delle principali raccomandazioni dell'epoca. La pandemia contribuì inoltre ad aumentare l'attenzione verso la pulizia generale dell'abitacolo. Le conoscenze sulla trasmissione del SARS-CoV-2 sono però cambiate significativamente negli anni successivi. L'articolo rappresenta quindi una ricostruzione delle indicazioni diffuse nel 2020 e non una guida sanitaria aggiornata.

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COVID-19, diabete e malattie cardiovascolari: cosa emergeva dai primi dati del 2020

Nei primi mesi della pandemia di COVID-19, i ricercatori cercarono di individuare le persone maggiormente esposte al rischio di sviluppare forme severe della malattia. I primi grandi studi condotti in Cina indicarono un'associazione tra maggiore gravità, età avanzata e presenza di patologie preesistenti. Tra queste figuravano diabete, malattie cardiovascolari, patologie respiratorie croniche, ipertensione e tumori. Gli esperti sottolineavano tuttavia che il rischio non poteva essere attribuito a una singola condizione. Età, controllo della glicemia e presenza contemporanea di altre patologie potevano influenzare significativamente la prognosi. Queste prime osservazioni contribuirono a identificare rapidamente i pazienti più vulnerabili. Le conoscenze sul COVID-19 si sono però evolute considerevolmente negli anni successivi. L'articolo ricostruisce quindi le evidenze disponibili nel 2020 e ha valore storico-divulgativo.

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Tourniquet nel trauma civile: cosa emerge dalla letteratura scientifica

Una revisione della letteratura pubblicata sulla rivista Scenario ha analizzato l'utilizzo del tourniquet nel trattamento extraospedaliero delle emorragie traumatiche degli arti. Gli autori hanno esaminato 10 studi comprendenti migliaia di pazienti e numerose applicazioni del dispositivo. Nei lavori analizzati il tourniquet risultava generalmente efficace nel controllo delle emorragie gravi. Le applicazioni erano state effettuate da personale sanitario, forze dell'ordine e soccorritori non sanitari. Gli studi riportavano anche possibili complicanze, tra cui lesioni nervose, infezioni, trombosi e sindrome compartimentale. Le amputazioni osservate risultavano generalmente associate alla gravità del trauma piuttosto che direttamente al tourniquet. L'eterogeneità degli studi non consentiva tuttavia conclusioni quantitative definitive. La revisione sottolineava quindi la necessità di ulteriori ricerche.

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Pregestione infermieristica in Pronto Soccorso: soddisfazione e lavoro di squadra

Uno studio pubblicato nel 2019 sulla rivista L'Infermiere ha analizzato la soddisfazione professionale degli infermieri del Pronto Soccorso dell'ASL di Biella dopo l'introduzione di un modello di pregestione infermieristica. La ricerca, condotta nel 2018, ha coinvolto 30 infermieri. Ai partecipanti è stato chiesto di rappresentare attraverso una fotografia il proprio grado di soddisfazione o insoddisfazione professionale e successivamente di raccontarne il significato. Le immagini raccolte hanno rappresentato concetti come crescita, collaborazione, difficoltà, perseveranza e raggiungimento degli obiettivi. Dall'analisi emergeva una percezione generalmente positiva del percorso organizzativo. Particolare importanza veniva attribuita al senso di appartenenza al gruppo e alla condivisione del cambiamento. Lo studio offre una fotografia dell'esperienza professionale degli infermieri coinvolti nello specifico contesto analizzato.

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