Lo scarico del WC genera aerosol? Cosa sappiamo dopo gli studi sul COVID-19

Consigli

Durante i primi mesi della pandemia di COVID-19, diversi ricercatori iniziarono a studiare un possibile fenomeno legato all'utilizzo dei servizi igienici: la formazione di aerosol durante lo scarico del WC.

L'ipotesi attirò particolare attenzione dopo il rilevamento di materiale virale nelle feci di alcune persone infette da SARS-CoV-2. Da qui nacque una domanda: lo scarico del WC può disperdere nell'ambiente particelle provenienti dalla tazza?

Negli anni successivi diversi studi hanno permesso di comprendere meglio il fenomeno.

Cosa accade quando azioniamo lo scarico

Lo scarico genera un movimento molto intenso dell'acqua all'interno della tazza.

La turbolenza che ne deriva può produrre minuscole goccioline e particelle aerosolizzate che vengono trasportate nell'aria circostante.

Uno studio pubblicato nel 2020 sulla rivista Physics of Fluids utilizzò simulazioni fluidodinamiche per studiare questo fenomeno.

I ricercatori osservarono che una parte delle particelle simulate poteva essere trasportata verso l'alto, superando l'altezza della seduta del WC.

Dagli studi teorici alle osservazioni sperimentali

Le prime ricerche erano in buona parte basate su simulazioni.

Successivamente il fenomeno è stato osservato direttamente attraverso esperimenti dedicati.

Uno studio pubblicato nel 2022 ha utilizzato sistemi laser per rendere visibile il plume generato dallo scarico di una toilette commerciale.

I ricercatori hanno osservato un getto turbolento capace di trasportare aerosol fino a circa 1,5 metri di altezza in pochi secondi.

Questo ha fornito una dimostrazione visiva molto efficace di un fenomeno che normalmente è invisibile a occhio nudo.

Aerosol non significa automaticamente contagio

È però fondamentale distinguere due concetti.

Dimostrare che lo scarico di una toilette genera aerosol non significa dimostrare automaticamente che questi aerosol trasmettano una determinata malattia.

Il rischio effettivo dipende infatti da numerosi fattori, tra cui la presenza e la quantità di un agente infettivo, la sua capacità di rimanere vitale, la ventilazione dell'ambiente e il livello di esposizione.

Durante la pandemia furono studiati anche possibili percorsi alternativi di diffusione del SARS-CoV-2, ma la principale modalità di trasmissione del COVID-19 è stata riconosciuta nella diffusione attraverso particelle respiratorie.

Perché studiare gli aerosol delle toilette rimane importante

Il fenomeno conserva comunque un interesse che va oltre il COVID-19.

Feci e urine possono contenere diversi microrganismi e alcuni agenti patogeni possono essere dispersi attraverso bioaerosol.

Comprendere come vengono generate e trasportate queste particelle può quindi contribuire alla progettazione di servizi igienici più sicuri, a una migliore ventilazione degli ambienti e allo sviluppo di strategie per limitare la dispersione degli aerosol.

Un esempio di come evolve la ricerca scientifica

La storia degli studi sugli aerosol prodotti dalle toilette rappresenta anche un buon esempio di come procede la ricerca scientifica.

Nel 2020 furono formulate ipotesi e realizzate simulazioni per comprendere un fenomeno poco studiato.

Negli anni successivi nuovi esperimenti permisero di osservare direttamente il plume prodotto dallo scarico e di misurarne velocità e diffusione.

La conclusione più corretta oggi non è quindi che “i servizi igienici diffondono il COVID-19”, ma che lo scarico delle toilette può generare aerosol e disperderli nell'ambiente circostante.

Stabilire se queste particelle rappresentino un rischio concreto di trasmissione di una specifica malattia richiede invece la valutazione dell'agente patogeno e delle condizioni di esposizione.

Fonti: Li Y.Y., Wang J.X., Chen X., Can a toilet promote virus transmission? From a fluid dynamics perspective, Physics of Fluids, 2020; studi sperimentali successivi sulla generazione di aerosol durante lo scarico delle toilette.

Nota: questo articolo ha finalità informative e ricostruisce l'evoluzione delle conoscenze scientifiche sviluppate a partire dalla pandemia di COVID-19.

FONTE: Medscape
Stefano Bellemo

Infermiere

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